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BREW DOG

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Una Pale Ale che non segue il mercato, ma addirittura lo fa, diventando a suo modo riferimento del nuovo decorso dello stile IPA, o per alcuni, lo riporta alle sue origini… con luppolature decise che consentivano la conservazione del prodotto nei lunghi viaggi dal Regno Unito alle colonie indiane.
I luppoli usati sono Chinook, Simcoe, Ahtanum e Nelson Sauvin.

A livello olfattivo si rilevano intense note agrumate e tropicali, sopratutto pompelmo, frutto della passione e ananas. Al palato si conferma il piacevole carattere fruttato con un finale lungo e dissetante. Punk Ipa è un birra fragrante, di grande impatto aromatico e ben bilanciata sul gioco di malti e luppoli.
Un IPA selvaggia come può essere la campagna in pieno luglio, con i campi di grano mietuti e trebbiati, nel bicchiere si presenta di colore giallo chiaro con un cappello molto persistente.

Nella sua complessa struttura, resta fresca e di facile bevibilità, che con una gradazione di 5.6°

PUNK IPA E’ DISTRIBUITA DA NAPOLI HORECA IN ESCLUSIVA


BREW DOG – birrificio artigianale scozzese

Birre Brew Dog Il birrificio BrewDog, che sta impazzando sia sul web che sulle tavole dei più esigenti amanti di birra, nasce nell’Aprile del 2007 da una coppia di giovani appassionati: James Watt e Martin Dickie a Fraserburg nell’Aberdeenshire (Scozia). Irriverenti, innovativi, ‘strani’, presuntuosi, provocatori, questi ragazzi, stanchi delle solite birre industriali, insapori e senza alcuna personalità, decidono di produrre birre che rispettino i loro gusti personali
Oggi è uno dei birrifici più discussi d’Europa, con una serie di prodotti molto conosciuti e premiati. Innovazioni, scommesse, sfide, collaborazioni, provocazioni sono le caratteristiche di BrewDog il cui marchio ha raccolto una schiera di fans in tutta Europa tanto da farlo diventare un caso nazionale nel Regno Unito.

Le loro ricette, che fanno riferimento alla tradizione dei più classici stili birrai anglosassoni per arrivare a sperimentazioni talvolta assurde o troppo particolari, hanno comunque l’effetto di riuscire a mantenere l’attenzione del consumatore continuamente alta. Da sempre l’obiettivo dei produttori di birra anglosassoni è quello di cercare di ottenere il difficile equilibrio tra morbidezza e freschezza, tra corpo e bevibilità, tra luppolo e malto. Insomma quando si assaggia una birra inglese è quello che ci si deve aspettare.

In BrewDog questo concetto di bilanciamento c’è. Si parte da estreme luppolature, per arrivare ad una morbidezza ed intensità di malto che sembra impossibile che possa esserci in una birra con una componente alcolica molto elevata, che per risulta molto “facile” da bere nonostante la complessità di gusto.
Oggi conoscere BrewDog e le loro birre è un po’ come incappare in una rivoluzione poichè si tratta di birre artigianali che oltre ad essere buone fanno tendenza.

Qualche trovata? Eccole: una birra ideata per il matrimonio di Willy (Principe William) con viagra, peperoncino e una particolare erba di campo stimolante o ancora una birra da 55° alcolici, “l’End of the History”, ovviamente da bere dopo le precedenti “Sink the Bismark” da 41° alcolici, la “Tactical Nuclear Penguin” da 32° alcolici, oppure la più “facile” “Tokio” a soli 18° alcolici. Queste birre sono state brassate anche per far fronte ad una “guerriglia” avviata con un birrificio tedesco per avere il primato della produzione della birra più alcolica.

Immagine Brew dog

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